Mi sono presentato cinque anni fa con lo slogan ”Governiamo insieme“ ed a questa scelta sono rimasto fedele. Se questa, prima, era opportuna, ora è assolutamente necessaria. L’attuale crisi economica, può essere efficacemente contrastata con un’azione coordinata di tutte le Istituzioni e le realtà sociali per progettare uno sviluppo più equo, più solidale, più attento alle ragioni dei lavoratori e non della finanza.

In questi anni ... [ Leggi tutto ]

Giorgio Kutufà

Con il sostegno di:

Kutufà riconfermato al primo turno con il 54,40% dei voti. I ringraziamenti del Presidente.

9 giugno 2009

Con 106.161 voti, pari al 54,40%, Giorgio Kutufà è stato confermato alla guida della Provincia di Livorno.

Voti espressi in favore di Giorgio Kutufà e delle liste che lo hanno sostenuto

Voti espressi in favore di Giorgio Kutufà e delle liste che lo hanno sostenuto

Ringrazio tutti gli elettori per la fiducia che hanno voluto confermarmi. Questo risultato mi porta ad accrescere l’impegno a favore di questo bellissimo territorio in piena sintonia con tutte le amministrazioni che sono state rinnovate con me. Lasciamoci alle spalle una campagna elettorale forse con qualche eccesso di polemica, e guardiamo tutti insieme di lavorare per il rilancio dell’economia livornese. Come sempre opererò come il presidente di tutti.
Grazie ancora,

Giorgio Kutufà

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COME VOTARE GIORGIO KUTUFA’

5 giugno 2009

Modalità di voto

Si può votare mettendo una croce su uno dei simboli che sostengono GIORGIO KUTUFA’. In questo modo il voto va sia al candidato presidente che alla lista, ed anche al candidato consigliere collegato alla lista scelta

Modalità di voto

Lo stesso risultato si ottiene mettendo una croce su uno dei simboli che sostengono GIORGIO KUTUFA’ e ponendo un contrassegno anche sul nome di GIORGIO KUTUFA’. Anche in questo caso il voto va sia al candidato presidente che alla lista, ed anche al candidato consigliere collegato alla lista scelta.

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Verso il voto del 6 e 7 giugno…

4 giugno 2009

Sabato 6 e domenica 7 giugno vota Giorgio Kutufà, Presidente della provincia di Livorno

Sabato 6 e domenica 7 giugno vota Giorgio Kutufà, Presidente della provincia di Livorno

Perché io sono stato coerente con lo slogan della mia campagna precedente “Governiamo insieme”
L’ho fatto con le amministrazioni comunali, l’ho fatto con le associazioni, l’ho fatto con i cittadini.
Questo è un metodo che è indispensabile per uscire da questa crisi e a questo metodo voglio attenermi anche nei prossimi cinque anni, dando in garanzia quello che ho fatto nei primi cinque.

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Concerto di chiusura della campagna elettorale

4 giugno 2009
Concerto per Alessandro Cosimi e Giorgio Kutufà

Concerto per Alessandro Cosimi e Giorgio Kutufà

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Rosy Bindi: “Il paese non merita questo governo”

1 giugno 2009

di Elisa Sironi

Rosy Bindi in fila alla Conad della Leccia

Rosy Bindi in fila alla Conad della Leccia

“Che si fa? Si entra in un supermercato e non si compra nulla? Avanti, mi dia una trentina di panini con la mortadella!” Non è un caso che come prima fermata, Rosy Bindi abbia scelto un supermercato. Se morde la crisi, calano i consumi e se calano i consumi va da sé che il commercio soffoca e i posti di lavoro si perdono. Va bloccata questa spirale, servono investimenti che il governo non fa e che “solo le amministrazioni di centro sinistra possono garantire.” Gira per i banchi, scattano i flash, lei parla con la gente, con chi le racconta la difficoltà del giorno, con chi era sceso di casa in pigiama per fare la spesa, senza immaginare che si sarebbe trovato di fronte Rosy e che poco dopo avrebbe mangiato uno dei trenta panini alla mortadella da lei ordinati.
Rosy Bindi al gazebo del Pd che distribuisce i panini appena acquistati dentro la Conad

Rosy Bindi al gazebo del Pd che distribuisce i panini appena acquistati dentro la Conad


In poco tempo si sparge la notizia e fuori dalla Conad, al Gazebo del Pd, si forma una piccola folla. “Ad Alessandro Cosimi e a Giorgio Kutufà – dice – faccio un grosso in bocca al lupo perché continuino a guidare Livorno e la Provincia per i prossimi cinque anni. Ogni amministrazione strappata al centro destra è una garanzia per correggere le troppe cose inadeguate che il governo sta facendo. In tutto il mondo si stanno varando misure per sostenere l’economia. Il governo invece la nega”.
Per Rosy Bindi un voto al Pd è un voto di garanzia, un voto all’Europa che se esiste “é merito nostro” e ciò che ancora non funziona “è solo colpa loro” che non ci hanno mai creduto.
E ancora, con la schiettezza che la contraddistingue picchia più duro: “Il nostro paese non merita un simile un governo, così disinteressato e distratto e tanto meno un presidente del consiglio che trasmette esempi di vita che erodono valori da sempre alla base della nostra Italia.”
“Che il governo sia in altre faccende affaccendato lo dimostra anche la vicenda dell’accordo Fiat-Opel” dice Giorgio Kutufà: “Mentre tutti i primi ministri europei si sono interessati in prima persona per sondare la fattibilità di questo accordo, Berlusconi, che avrebbe dovuto essere il primo, non ha mosso un dito.”
Rosy Bindi e Giorgio Kutufà dentro la mensa del cantiere

Rosy Bindi e Giorgio Kutufà dentro la mensa del cantiere

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Veltroni: “Cosimi e Kutufà hanno lavorato bene”

31 maggio 2009

di Elisa Sironi

Valter Veltroni in piazza Goldoni, sabato 30 maggio

Valter Veltroni in piazza Goldoni, sabato 30 maggio

Cambia la cornice ma il luogo è lo stesso, non più dentro il Goldoni, come un anno fa ma fuori, nella piazza, in mezzo alla gente. Non più come candidato alla guida di questo Paese ma come uomo politico che, avendo adesso a disposizione più tempo e la facoltà di potersi scegliere le tappe in autonomia, ha deciso di tornare a Livorno dove poco più di un anno fa un gremitissimo teatro Goldoni salutò calorosamente la sua corsa verso Palazzo Chigi. Oggi come allora parla dell’Italia, Valter Veltroni, di quella che si alza alle sei in punto del mattino e che fatica ad arrivare alla fine del mese, della mission di un sindaco e delle istituzioni locali che devono fare in modo che “nessuno resti solo”, con la capacità di riannodare i fili spezzati tra le maglie della società civile. In questo senso Livorno e la Provincia sono amministrate bene, fa notare Veltroni, così come lo sono le altre città Toscane dove molta attenzione è stata dedicata all’ambiente ed al sociale. Perché il sindaco e il presidente della Provincia sono, innanzitutto, primi cittadini che conoscono palmo per palmo la loro città, che la vivono ogni giorno, che non vengono calati dall’alto dopo anni di assenza dal territorio, impensabile dunque che le risposte ai problemi possano giungere da fuori. Parla con il cuore, Veltroni, di un’Italia che si sente insicura, che è incattivita da anni di promesse facili non mantenute, da un tasso di criminalità che in città amministrate dalla destra, come Roma e Milano, è aumentato nonostante i proclami. Non esiste sicurezza senza integrazione, questo è il grande dogma senza il quale nessuna formula di convivenza è pensabile. Ma il tutto, aggiunge, “deve essere rigorosamente accompagnato dalla difesa del valore della sicurezza, che si tutela rafforzando polizia e carabinieri e non tagliando loro le risorse per svolgere correttamente il proprio lavoro, come invece ha fatto il centro destra.” “Aspetto di segnare sul calendario il giorno – dice – in cui Berlusconi e il suo staff si assumeranno la responsabilità di qualcosa, tutto sommato governano il paese da otto anni, se l’Italia non è cambiata è colpa loro”.
E poi, quasi volesse confessarsi, parla di quelle dimissioni date per amore, per amore di un progetto politico riformista che aveva bisogno di andare avanti con forze nuove, un sogno, quello di un governo capace di cambiare davvero l’Italia. “Abbiamo avuto un centro sinistra, ma mai un vero governo riformista – ammette – l’unico che avrebbe avuto questo respiro era il primo governo Prodi. Il partito democratico lavora per questo, è una nave che ha preso il largo e arriverà alla meta.”
Giorgio Kutufà sabato 30 maggio in piazza Goldoni con Valter Veltroni

Giorgio Kutufà sabato 30 maggio in piazza Goldoni con Valter Veltroni

“Dall’altra parte non c’è alcun progetto, nessuna opposizione costruttiva ma solo polemiche sterili – aggiunge Giorgio Kutufà – e il frazionamento delle candidature che si vede oggi non è la giusta risposta ad un momento di crisi come quello attuale. Noi abbiamo un progetto per uscire dalla depressione, chiaro e concreto, mentre il governo è inerte, fatalista, incapace di prendere una decisione seria. Non è il parlamento che non agisce, è il governo che non propone, che non ha interesse a farlo, che porta avanti una politica di soli annunci, senza la reale volontà di risolvere i problemi.” Eni docet.

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Letta: “Subito la riforma del welfare”

29 maggio 2009

di Elisa Sironi

Enrico Letta alla baracchina Zanzibar

Enrico Letta alla baracchina Zanzibar

Tra caso Mills, veline e un sex gate in fieri Berlusconi annaspa. E mentre il paese si divincola dentro la morsa della crisi il governo non sa produrrre risposte valide per portare l’Italia fuori dalla recessione e sostenere, attraverso una adeguata riforma del welfare, tutti quei lavoratori tagliati fuori dall’ombrello degli ammortizzatori sociali. Dalla baracchina Zanzibar sul viale Italia di Livorno, Enrico Letta, responsabile nazionale del dipartimento lavoro e welfare del Partito Democratico, lancia l’allarme: “La rete di protezione sociale italiana, soprattutto adesso, dovrebbe essere estesa anche ai lavoratori parasubordinati. All’estero è già così. Bisogna tenere di conto che l’Italia è fatta anche e soprattutto di piccole e medie imprese e di una marea di contratti a progetto che, al pari dei lavoratori a tempo indeterminato, hanno diritto ad essere tutelati. Il governo dice che in tempi di crisi non si può fare una riforma del welfare ma non è vero. Il partito democratico ha prodotto risposte serie in materia senza aspettare che l’emergenza fosse passata. Ne è una prova il fatto che le regioni amministrate dal Pd hanno messo in campo misure straordinarie per anticipare i soldi e consentire agli ammortizzatori sociali di giungere in tempo rispetto alle scadenze dei mutui.”
Per Letta sono due i nodi tutti italiani da sciogliere: oltre alla riforma del nostro sistema previdenziale in direzione del lavoro parasubordinato, l’altro grande tema riguarda i ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione, in altre parole, i patti di stabilità che bloccano il flusso di cassa e immobilizzano ingenti risorse finanziarie (unica eccezione il territorio di Livorno che ha pareggiato i conti in sospeso con i fornitori) rischiando di far saltare i già precari equilbri delle piccole e medie imprese. Un problema che vari paesi europei hanno già affrontato allentando di fatto le maglie dei patti di stabilità.
Enrico Letta e Giorgio Kutufà

Enrico Letta e Giorgio Kutufà

Temi importanti, da affrontare subito, mentre invece, dice Giorgio Kutufà, “l’unico pensiero di Berlusconi è attaccare la costituzione. Ciò che sta facendo il premier in questi giorni è un autentico attacco alla sovranità popolare. Giustificare l’immobilismo dicendo che il parlamento è un ostacolo è pretestuoso, e basta vedere la velocità con cui è stato approvato il lodo Alfano per capirlo. Con i suoi atteggiamenti Berlusconi offusca l’immagine dell’Italia a livello internazionale, come dimostrano gli articoli apparsi sulla stampa estera. E noi dobbiamo difendere il territorio livornese che è diventato emblematico in tutta Italia per l’attacco a cui è stato sottoposto. ”

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